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sabato, maggio 23, 2009
Il ritratto di Dorian Gray
Avevano fatto un patto, ma uno dei due non aveva letto bene le clausole con l'asterisco.
(per la cronaca: Umberto Scapagnini ora giace in un reparto di rianimazione)
giovedì, maggio 21, 2009
Notizie strane
20/5/2009 - 11.00
Pozzuoli: Cadavere in auto, morto impiccato
... impiccato al ramo più alto del suo arbre magique?!?
sabato, febbraio 14, 2009
Buon San Valentino
venerdì, settembre 26, 2008

Concorso “Una panchina per…”
L'idea prende spunto dal libro di Beppe Sebaste Panchine. Come uscire dal mondo senza uscirne.
L’ideatrice ha pensato di creare un libretto in PDF con una raccolta di lavori inediti che abbiano come tema le panchine. Può trattarsi di racconti, poesie, composizioni di vario tipo e anche fotografie, che affrontino questo argomento in modo creativo.
La raccolta sarà poi pubblicata su Leggendo Leggendo... http://leggendoleggendo.myblog.it/archive/2008/09/24/prima-sfida-creativa-di-leggendo-leggendo.html
DIVERSI
Non c’era modo. Il suo passo risultava sempre un po’ accelerato. Per poter flanellare, come dicevano i francesi, avrebbe dovuto concentrarsi e decidere di rallentare il passo. Ma poi se ne sarebbe perduto il senso. Il flanellare richiede una mente sgombra, non una sentinella che ti impone un ritmo.
Avevano fatto proprio bene a dedicare quel molo al compianto cantore genovese. Quando c’era vento, e lì c’era molto spesso, gli alberi metallici delle barche ormeggiate vibravano e si produceva un suono. Quella mattina si era fermato a lungo ad ascoltarlo. Voleva, voleva proprio, cogliere un’armonia in quegli incerti arpeggi. Ma no, dovette ammetterlo: era solo un suono.
La sua meta era quella zattera ancorata in cima al molo. Una piazza galleggiante in mezzo al porto, con lampioni e panchine. Si augurava sempre che fosse libera quella sulla destra, per via della protezione trasparente che la faceva somigliare al déhors di un bistrot.
Delicatamente, come se lo stessero calando dall’alto con una gru, si accomodò e sorrise.
… * …
Galattica. Che cazzo di nome per quella bagnarola. Se l’immaginava, il suo padrone. Uno sfigato che avrà mangiato focaccia alla cipolla per tutta la vita per raggranellare quei quattro soldi e comprarsi, certamente di seconda o terza mano, quel guscio di noce. Galattica! Ci vuole proprio una bella faccia tosta!
E quest’altra? Principessa. Sempre nomi di donne, quelle troie. Questo fesso, almeno, avrà l’illusione di penetrarla, quando scende sottocoperta.
A proposito di fessi. Eccone uno fresco di giornata. Sulla sua panchina. Sua? Ora vedremo!
… * …
Per un momento sentì fermarsi il vento e intuì che il sole si era oscurato. Con estrema lentezza socchiuse gli occhi. No, non era una nuvola. Ma l’aria di quell’uomo era minacciosa come se la fosse, e carica di pioggia.
Uno scossone lo sollevò di qualche millimetro. Si era seduto accanto a lui. Fissandolo negli occhi. Un ghigno al posto del sorriso. Un grugnito invece del buongiorno. Un sigaro spento all’angolo della bocca. Il destro. Come una freccia indicatrice.
Amava la solitudine ma non disdegnava la compagnia. Anzi, il miraggio di qualche buon incontro per una chiacchierata lieve o per uno scambio di idee era il propellente che lo spingeva fuori di casa, la mattina.
Talvolta, quando poi rientrava per pranzo, si sedeva a tavola già sazio e appagato. Questo, quando lo scambio era stato costruttivo. Altre volte, più rare ma di certo ricorrenti, aveva bisogno di una doppia porzione di pastasciutta per riempire quel buco che sentiva dentro.
Ma quel giorno non sarebbe bastato un bue intero. Quell’incontro lo aveva devastato.
… * …
In cucina, fermato con una calamita sullo sportello del frigorifero, teneva un foglio. Alla maniglia aveva appeso una matita rossa e blu. Non era stato facile. Aveva dovuto praticare un foro con il trapano, proprio dove i colori si dividono, per poterla assicurare alla corda.
Tutte le mattine, al rientro dalla sua passeggiata, la prima cosa che faceva era aprire il frigorifero.
Il ticchettio che produceva la matita sbattendo contro lo sportello era il suono che più lo appagava, visto che l’esplorazione all’interno era sempre desolante.
Lo chiudeva con una manata, prendeva la matita e segnava una X. Blu o rossa. A seconda dell’esito della sua battuta di caccia. Quella mattina la girò dalla parte rossa. La rivolse contro di se e disegnò una grande X sulla sua camicia bianca, all’altezza del cuore. Non rimase alcun segno. Lasciò andare la matita. Che prese ad oscillare.
Come - da lì a poco - il suo corpo, appeso al lampadario.
giovedì, settembre 11, 2008
13 Settembre 2008

domenica, agosto 24, 2008
I miei lavori:

Bomboniera-alberello
Scatola rivestita in stoffa
Sacchetti per confetti
Ho usato materiali naturali profumatissimi: pigne di vari alberi, cannella, chicchi di caffè, mais, anice stellato, chiodi di garofano, bacche di ginepro, bacche di faggio, bakuli, bacche di eucalipto, e altri ancora.
Particolari:
La chiusura della scatola (pigna di cedro del libano)

Il sacchetto con i confetti unito alla bomboniera

dettaglio:

Sacchetto con confetti

dettaglio:

Bomboniera

dettagli:


(dimenticavo: sono le MIE bomboniere).
lunedì, luglio 07, 2008
DIVERTIMENTI ESTREMI

I recenti fatti di Lloret de mar (la scomparsa di Federica e la morte di due ragazze – un’olandese e un’inglese, “cadute” dal balcone dell’hote) mi hanno indotta a fare una ricerca su Internet, dove ho trovato conferme ai miei sospetti: tra i giovanissimi si è diffuso un nuovo folle divertimento.
Questi i commenti di un italiano, un’inglese e una francese in proposito:
DI BALCONE IN BALCONE...UN SALTO GODURIOSO
Un'Opinione di (omissis) su Lloret de mar
18 Luglio 2006
La passione per il divertimento, un miscuglio di razze, e nata tanti anni prima qui l'Europa unita.
Non puoi non divertirti se ami tirar fino alla mattina inoltrata.
A Lloret de mar, la gente si mescola, si avvinghia,si gode la vita.
Scavalca balconi per godere, e gode, ragazzi qui la gente gode.
Tutto questo spendendo veramente poco.
Lloret è una cittadina "lunapark", situata a sud de la Costa Brava.
…
Buon divertimento,e l'augurio di scavalcare i balconi,proprio come ho fatto io.Godrete eccome se godrete.
Lloret de Mar - Hotel Esmeralda***
Nathalie, 15-3-2007
If you're unlucky then you'll see a garbage dump or an ugly building, when you look out of your window. The location is really perfect! The first room they gave us was really small. It didn't have a balcony and it stank! So we asked for another room. Then they gave us a super big room with a good view....the pool! The best view ever!!!!!! Only bad thing about this hotel were the guests. There were too many Italians there. Be sure to rend a safe, because the cleaning-woman doesn't shut the balconydoors and a lot of people got robbed!! So rend a safe or hide everything on a good place. It's easy to climb from balcony to balcony!!
Un hotel extraordinaire
Avis de (omissis) sur Don Juan Hotel - Lloret de Mar
7 mai 2007
Mais le probleme, c'est que... comment vous expliquer... les balcons peuvent communiquer
c'est à dire qu'il est possible de passer d'un balcon à l'autre!!!
Nous avions une troupe de jeunes que nous séparions à cause de notrebalcon… il passait
leur temps à se rejoindre par notre balcon au lieu de passer par le couloir.
mercoledì, giugno 18, 2008

C’è questo signore elegante e impettito che sembra un maggiordomo. E’ Tim Gunn.
Mi sembra anziano, ma poi scopro che è nato un giorno prima di me ma l’anno dopo. Beh, allora è anziano L
Se riesci ad ascoltare la sua voce non doppiata ti accorgi che è calda, grave e profonda.
Accanto a lui una giovane donna magra, alta, afro-americana, con un caschetto nero di capelli lisci e lucidi: Veronica Webb, ex modella, ora giornalista e altro in TV.
Tu li chiami e loro vengono a casa tua. Gli apri il tuo armadio, i cassetti della lingerie, lo scaffale con le borse e la tua scarpiera. Insomma, ti metti a nudo. E’ non è una metafora.
Loro guardano tutto con il naso arricciato agitando un solo dito: quello è da buttare, quello non ti va bene, quello ti sta da schifo, questo è dozzinale e chip, quei pantaloni ti strizzano come un salame, quella maglietta ti involgarisce, quel vestito è di due taglie in meno, quella giacca sembra fatta con la carta dei cioccolatini.
Ti indicano due enormi bidoni e un appendiabiti: nel primo devi depositare con disprezzo gli abiti che intendi buttare via, nel secondo ciò che desideri regalare in beneficenza e sull’appendiabiti quanto ti viene consentito di tenere. Di solito il terzo rimane desolatamente vuoto.
Poi ti fanno la lista della spesa, cioè i capi che non possono assolutamente mancare in un guardaroba come si deve:
il classico vestito-tubino nero
una gonna
un abito da giorno
un blazer
un pantalone classico a vita alta
un paio di jeans (senza fronzoli, né applicazioni, né paillette)
una camicia bianca
un golf di cachemire
un trench
un’alternativa alla felpa.
Alla fine ti concedono un bonus: un capo trendy a tua scelta.
Prima di accompagnarti a fare shopping, ti sottopongono a una seduta di autocoscienza dalla quale esci senza i paletti che ti avevano sostenuta per tutta la vita e che ti avevano aiutata a lottare contro gli anni che passano, la ciccia che si deposita, le spalle che si curvano e i capelli che si opacizzano. Quando tu stai già pensando a quale linea di autobus ti porti sul ponte più alto della tua città, ti porgono due stampelle: i tuoi punti di forza (la vita snella, due begli occhi, un seno florido, quando ti va bene) e la possibilità di fare shopping da Macy’s.
Segue trucco e parrucco e voila: sei pronta per la sfilata di fronte a famiglia e amici che ti accoglieranno con entusiasmo.
Ora sei un’altra persona. Ma no, sei la stessa, eri così anche prima ma ti eri nascosta sotto un cumolo di stracci vecchi e inadatti.
Sei sbocciata, gli occhi ti brillano e i tuoi denti sembrano perfino più bianchi mentre illuminano il tuo sorriso.
Spengo la TV. Mi dirigo verso l’armadio. Lo guardo con odio. Gli sibilo tra i denti: domani ti svuoto!
Poi mi ficco sotto le coperte. Domani è giovedì. Giorno di mercato. Devo comprare quei jeans elasticizzati che mi fanno sembrare così magra e giovane. Sgrunt.
mercoledì, aprile 09, 2008
Frozen, congelàti

Una stazione ferroviaria di una capitale europea.
Migliaia di persone si incrociano, si superano, si ignorano.
Ombre tra le ombre.
Un fischio prolungato.
No, non è un treno.
E’ un segnale per pochi.
Di colpo alcuni tra loro (centinaia) si fermano, congelati nell’azione che stavano compiendo: chi stava allacciando una scarpa, chi puliva gli occhiali, chi posava la valigia, chi correva, chi scendeva una scala, chi baciava la ragazza, chi soffiava il naso.
Restano immobili per cinque interminabili minuti.
Senza cambiare espressione, senza muovere un muscolo.
Ed ecco il vero happening: un istante prima ognuno di loro era un perfetto sconosciuto agli occhi di tutta la gente che li circondava e ora per le stesse persone diventa interessante, curioso.
Una statua a cui avvicinarsi, sorridere e osservare nei minimi particolari.
Per cinque minuti diventano visibili come un disegno tridimensionale su un foglio bianco.
Un nuovo fischio li rianima.
Applausi.
venerdì, marzo 21, 2008
La finestra di fronte

(Gala en la ventana)
E’ un concorso indetto da Repubblica (Repubblica on line).
Invitano a inviare fotografie “scattate dalla finestra” che raccontino storie di vita quotidiana.
Avevo pensato di mandarne alcune, sperando nella pubblicazione.
Poi, però, mi sono detta che, invece di sperare, posso avere la certezza di pubblicarle sul mio blog.
E guardarmele quanto mi pare.

Genova, bucato.

Pannocchie

Piani d’Invrea, pino indiscreto si affaccia in camera da letto.

Camogli, dalla vetrata del ristorante.

Apricale, il re e la regina di Emanuele Luzzati si affacciano alla finestra.

Portovenere, bifora.

Villefranche-sur-mer, perline.

Piani d’invrea, tramonto.
lunedì, marzo 03, 2008
Teste coronate

Dopo le corona-mutande, le corona-magliette e i corona-cappellini, deve essersi ulteriormente montato la testa e aver coniato anche i corona-euro, ma l’hanno beccato.
dal corriere.it di oggi:
“In un autogrill vicino a Orvieto, Corona fermato per banconote false. Il fotografo tentava di pagare con biglietti contraffatti”
giovedì, febbraio 14, 2008
Adieu

Si è ritirato nella sua “Chambre avec vue” affacciata sul suo “Jardin d’hiver”.
Pochi interpreti mi hanno trasmesso emozioni quanto Henri Salvador con il suo album del 2000, che mi ha accompagnata con un’infinita malinconica dolcezza nei cambiamenti più importanti e decisivi della mia vita.
Mi mancherà.
Jardin d’hiver (2000, Chambre avec vue)
Je voudrais du soleil vert
Des dentelles et des théières
Des photos de bord de mer
Dans mon jardin d'hiver
Je voudrais de la lumière
Comme en Nouvelle Angleterre
Je veux changer d'atmosphère
Dans mon jardin d'hiver
Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent
Je n'en peux plus de l'attendre
Les années passent
Qu'il est loin l'âge tendre
Nul ne peut nous entendre
Je voudrais du Fred Astaire
Revoir un Latécoère
Je voudrais toujours te plaire
Dans mon jardin d'hiver
Je veux déjeuner par terre
Comme au long des golfes clairs
T'embrasser les yeux ouverts
Dans mon jardin d'hiver
Ta robe à fleur
Sous la pluie de novembre
Mes mains qui courent
Je n'en peux plus de l'attendre
Les années passent
Qu'il est loin l'âge tendre
Nul ne peut nous entendre
martedì, dicembre 18, 2007
CARABINIERI

Sui carabinieri se ne son dette e sentite tante ma, come si può anche notare dall’immagine qui sopra, anche loro sono in fase di evoluzione: ora hanno il sito internet con tanto di operatore virtuale e si possono inoltrare le denunce on-line.
Non è però di questo che vorrei parlare, ma dell’ironia di chi, nell’Arma, sceglie i nomi delle loro indagini.
Qui di seguito ne riporto alcuni, uniti alla descrizione dell’operazione che ne ha determinato il titolo:
Operazione denominata TAROCCO: corruzione e false verbalizzazioni di una cooperativa agricola (Roma e Salerno)
Operazione DENTI PULITI: false lauree in odontoiatria e scienze della formazione (Torino).
Indagine denominata FREE LAND: sottoposto a fermo di indiziato di delitto, per ricettazione e contraffazione di sigillo dello Stato, un 33enne, marocchino, trovato in possesso di 217 permessi di soggiorno, 53 carte d'identità di vari Paesi europei, 48 patenti di guida italiane e marocchine, 14 carte di circolazione ed altra documentazione con marchi contraffatti (Napoli).
Indagine NOZZE DI CANAN: arrestate 2 persone responsabili di associazione per delinquere, frode in commercio, vendita di prodotti industriali con segni mendaci ed altro (Padova, Vicenza, Venezia, Pordenone, Udine).
Operazione LA BANDA DEGLI ONESTI: arrestate 9 persone, responsabili di associazione per delinquere finalizzata alla fabbricazione e spendita di banconote false (Roma e Viterbo).
Operazione SPORCHI, BRUTTI E CATTIVI: arrestati 6 pregiudicati, responsabili di associazione per delinquere finalizzata ai furti, alle rapine, al riciclaggio ed alle estorsioni (Napoli).
:-)
domenica, dicembre 16, 2007
DAL CASSETTO DEI POST MAI PUBBLICATI

(colonna sonora: Bensonhurst Blues http://www.youtube.com/watch?v=EU9L7qQJuCw)
Per mancanza di genuina ispirazione, scovo e pubblico una serie di post iniziati e mai compiuti. Chi lo volesse, può aiutarmi a concluderli.
TIRCHI E TACCAGNI

Vedo nell’avarizia delle radici profonde che risalgono alla primissima infanzia, quando trattenere o rilasciare le feci era uno dei linguaggi che utilizzavamo per comunicare a nostra madre i nostri sentimenti e le nostre difficoltà legate al distacco dal rapporto simbiotico.
Conclusa questa breve dissertazione, riporto alcune acute osservazioni di Teofrasto sui tirchi, gli avari e i taccagni:
La tirchieria è il risparmiare esageratamente in tutto ciò che ha a che fare con gli averi . In una tavolata, il tirchio conta quanti bicchieri ciascuno ha bevuto.
L'avarizia è il darsi da fare per ottenere guadagni svergognati. L’avaro è quello che non mette abbastanza pane davanti ai suoi ospiti e che è capace di prendere danaro in prestito dall'amico che ospita in casa.
La taccagneria è la mancanza di dignità pur di non spendere. Il taccagno porta scarpe rattoppate più volte e dice che sono solide come il corno.”
Ho un’amica tirchia, anzi un’ex-amica. Non era solo tirchia, era anche avara e taccagna.
E’ stata per un anno la mia padrona di casa. Padrona. Nel mio-suo appartamento veniva quando voleva e se ne andava quando decideva lei. Non importa se stessi cenando, chattando o telefonando. Lei stava lì.
Ma questa è un’altra storia.
Mi invitava a cena, ma non faceva la spesa. Dopo la prima volta a spaghetti in bianco, mi portavo i viveri e il beveraggio.
Una volta, in vacanza al mare ospite a casa mia, vide in un mercatino uno specchio antico che le piaceva. Un’amica mia le prestò i soldi per comprarlo. Io le recapitai a casa lo specchio. Inutile dire che l’amica mia non rivide mai più i suoi soldi.
Io cercavo di essere sempre puntuale nel pagarle l’affitto, ma capitò un mese in cui lei non si fece vedere per molto tempo (i soldi li voleva in contanti o con assegno non intestato, naturalmente). Il mese dopo le pagai l’affitto del mese, più una mensilità anticipata per farmi perdonare del ritardo (causato da lei).
Mentre firmavo l’assegno, pensavo “non ricorderà MAI che le sto anticipando questi soldi. Me li chiederà due volte”. Così avvenne. Per fortuna avevo la matrice dell’assegno e la sua ricevuta.
Le ricevute. Chissà perché sbagliava sempre il mese, sulla ricevuta. Per difetto. Sembravo sempre in debito, pur non essendolo. Ogni volta la pregavo di correggere la data e lei, la volta successiva, puntualmente la sbagliava.
A parte questi aneddoti (numerosissimi), la sua avarizia la manifestava soprattutto negli affetti. Una vita divisa in due. Come una partita doppia.
sabato, luglio 28, 2007
Gli altarini di Google Earth

Dal sito del Corriere della Sera on-line:
"Clamorosa rivelazione attraverso le mappe di Google Earth.
Le moschee? Non guardano alla Mecca.
Errori degli architetti islamici."
Pare che un gruppo di fedeli, in lontananza, abbia lanciato un grido: “Ecce Bomboooooooooooo”
(p.s. riservata ai cinefili)
venerdì, luglio 27, 2007
Come la mettiamo?
Titoli dei giornali:
“FIDANZATINI MORTI IN AUTO A TARANTO, FORSE PER ESALAZIONI”
“TARANTO, FIDANZATI MORTI IN AUTO”
“AMORE E MORTE PER UNA COPPIETTA DI GIOVANISSIMI”
“STORIA DI FIDANZATINI FINITA IN TRAGEDIA”
“FIDANZATI STRONCATI DA ESALAZIONI DI MONOSSIDO”
I fidanzatini avevano 21 anni, lui, e 13 anni, lei.
"Nel reato di “atti sessuali con minorenne” (art. 609-quater c.p.), seppur intervenuto il consenso del minore alle attività sessuali, trattasi di manifestazione di volontà non validamente prestata, giusta l’immaturità del soggetto.
Circa il “tetto” delineato dalla norma anzidetta, si fa riferimento, come regola generale, al mancato compimento di anni quattordici.
L’atto sessuale compiuto nei confronti della persona che non ha ancora compiuto quattordici anni di età è sanzionata con la reclusione da 5 a 10 anni."
Al di là di tutto (e sottolineo al di là di tutto: è ovvio che è una tragedia), però a me pare stupro. O no?
(la foto è tratta dal film Marianna Ucria)
sabato, luglio 14, 2007
Segnalibri
avete bisogno di segnalibri? help yourself!
a me sembrano carini, sarà perché sono parti di fotografie che ho scattato durante alcune gite: Portovenere, Apricale, Roussillon, Camogli, Villefranche, Varazze...




martedì, giugno 12, 2007
Libreria

Ho spesso pensato di catalogare i miei libri, ma poi mi chiedevo “perché dovrei fare questa fatica immane?”.
Ora, grazie a Severine, ho scoperto che esiste il modo di farlo facilmente e, cosa ancora più accattivante, di avere l’elenco in Rete e scoprire chi abbia condiviso la lettura dello stesso libro.
Sono solo all’inizio, quello che prevede il caricamento dei codici ISBN (evitando di copiare titolo e autore: avviene automaticamente e compare anche l’immagine della copertina del libro), ma mi riprometto di esplorare tutte le potenzialità del marchingegno che prevede partecipazione a gruppi, scambi di commenti e tanto altro.
Per ora ho scoperto di avere tanti libri che ho comprato e non letto, altri che ho iniziato e abbandonato e altri ancora che meritano di essere riletti.
Per qualche mese mi toccherà non visitare Feltrinelli… peccato!
lunedì, maggio 07, 2007
Di che desktop sei?

Seguo l’esempio di Zu (http://giuliozu.blogspot.com/), Severine (http://severine.splinder.com/) e falsoidillio (http://falsoidillio.splinder.com/)e mi associo al loro gioco.
giovedì, aprile 05, 2007

Gli operatori delle ambulanze hanno segnalato che molto sovente, in occasione di incidenti stradali, i feriti hanno con loro un telefono portatile. Tuttavia, in occasione di interventi, non si sa chi contattare tra la lista interminabile dei numeri della rubrica.
Gli operatori delle ambulanze hanno lanciato l'idea che ciascuno metta, nella lista dei suoi contatti, la persona da contattare in caso d'urgenza sotto uno pseudonimo predefinito.
Lo pseudonimo internazionale conosciuto è ICE (In Case of Emergency).
E' sotto questo nome che bisognerebbe segnare il numero della persona da contattare utilizzabile dagli operatori delle ambulanze, dalla polizia, dai pompieri o dai primi soccorritori.
In caso vi fossero più persone da contattare si può utilizzare ICE1, ICE2, ICE3, etc.
Facile da fare, non costa niente e può essere molto utile.
Fate circolare il messaggio di modo che questo comportamento rientri nei comportamenti abituali.
domenica, aprile 01, 2007
Smile! It’s april fool’s day!

venerdì, marzo 23, 2007
DERVISHI ROTANTI

Eccolo, puntuale come tutte le notti.
E’ silenziosissimo, ma io lo sento.
Sdraiata nel mio letto, ne avverto la presenza.
Apro gli occhi, non socchiusi ma sbarrati su quella visione notturna.
Lui è lassù con il suo costume tradizionale: il bolerino affusolato e l’ampia gonna.
Rotea, rotea, rotea.
La sua veste si allarga come i petali di una margherita.
Lascio cadere le palpebre e lui scompare come dietro un sipario nero e pesante.
Mi addormento.
Quando spalanco di nuovo gli occhi è ormai l’alba.
Il dervishi è ancora impegnato nella sua danza ossessiva. Avrà mai smesso in quelle ore?
Gira, gira, gira.
Ormai la stanza è illuminata dal sole.
Lui pende sopra di me.
Lo osservo meglio mentre rallenta la sua danza e si trasforma nel lampadario appeso al soffitto.
Mannaggia alla cervicale!
Questi capogiri notturni non mi danno pace!
lunedì, febbraio 26, 2007
Amen

Oggi, davanti a un’amatriciana e un polpettone alla genovese, abbiamo escorcizzato la morte dandoci reciproche disposizioni per la nostra fine dopo la fine: io ho richiesto una bara modello Ikea, la più economica tra le economiche, e la cremazione con successiva dispersione delle ceneri nel mare di Varazze; lui, le sue, le vuole disperse sulle Tofane.
Niente tombe, niente lapidi di marmo da lucidare, né foto da accarezzare, né erbacce da estirpare, né fiori da portare e acqua da cambiare. Magari due righe su www.cimiteronline.org.
Abbiamo sancito l’accordo con un bicchiere di vino rosso, poi siamo montati in sella allo scooter e siamo andati al mare.
venerdì, febbraio 23, 2007

23 febbraio 2007
Trento. Bimbo morto schiacciato dal trattore del padre
4 settembre 2006
L’Aquila. Un allevatore di bestiame muore sotto il trattore
14 giugno 2005
Collobbiano (Vercelli). Un agricoltore di 36 anni guidava il tratore da ubriaco: patente ritirata
15 marzo
Varsavia. suora di 45 anni guida trattore ubriaca, rischia carcere
Placanica. Trattore si ribalta: morto un agricoltore di 48 anni
15 giugno
Chieti. Muore agricoltore di 69 anni schiacciato dal trattore
Riolo Terme. Si ribalta con il trattore e vi rimane schiacciato. Grave agricoltore
20 giugno
Perugia. Uomo di 60 anni ferito con gamba sotto cingoli trattore
17 giugno
San Marco in Lamis (Foggia). Agricoltore di 72 anni muore schiacciato da trattore
Canossa. Agricoltore di 71 anni finisce sotto il trattore riportando fratture guaribili in due mesi
5 maggio 2005
San Giovanni Ilarione. Si ribalta il trattore, grave un contadino di 47 anni.
23 maggio 2006
Campobasso. Bimbo di due anni e mezzo muore schiacciato da trattore.

GITA IN TRATTORE
Da non perdere la gita con il trattore per i boschi e la campagna della tenuta.
Molto amata dai più piccoli ma, apprezzata anche dai grandi per il contatto ravvicinato con la campagna toscana e la possibilità di vedere i vari poderi di Castellare di Tonda comodamente seduti.
sabato, febbraio 03, 2007
DIETRO LE QUINTE

Inauguro una nuova rubrica (beh, non ne ho altre…) per gettare un occhio dietro le quinte delle notizie di cronaca nera.
Uccidono una persona comune. Chi era?
Spesso, indagando, si trovano precedenti che rivelano che tanto comune questa persona non era.
UCCISA LA SCORSA NOTTE A MODENA NEL SUO BAR
http://www.repubblica.it – 02 febbraio 2007 – Modena
Una donna di 52 anni, Acheropita Mascaro, calabrese di origine trapiantata a Modena dove gestiva un bar e un'edicola e' stata uccisa la scorsa notte, probabilmente all'ora di chiusura del bar, con un colpo alla testa. Il locale in cui e' stato rinvenuto il cadavere della donna e' il Bar Gualtieri di Via Uccelliera alla periferia ovest di Modena. Probabilmente c'e' stata una colluttazione. I vicini, che hanno dato l'allarme, hanno avvertito del frastuono ed hanno chiamato la polizia. La vittima, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe tentato di difendersi dall'aggressione mortale usando un coltello. Le circostanze sembrano escludere che il delitto sia avvenuto nel corso di una rapina. In queste ore in procura e' in corso l'interrogatorio di un uomo.
Chiosco sgomberato a forza
Il Resto del Carlino – 25 luglio 2004 - Modena
Per farla allontanare dal suo chiosco hanno dovuto tagliare le catene con cui aveva agganciato i suoi polsi ad alcuni infissi del locale. E' durata una giorno e mezzo la resistenza allo sgombero della barista del parco Ferrari. Ieri alle 10 è stata costretta dai vigili urbani a capitolare. Poco dopo, il Comune, che per avere accesso al chiosco ha forzato l'ingresso con un trapano, ha iniziato il trasloco dei mobili e attrezzature da lavoro. «Solo con la forza mi hanno mandato via — dice Achiropita Mascaro, detta Tina — altrimenti avrei difeso ancora la gestione del mio chiosco. Me lo hanno tolto ingiustamente. Se dal 2000 mi sentivo perseguitata, dopo le trattative con cui mercoledì il Comune ha cercato di convincermi a sgomberare spontaneamente, mi sento pure presa in giro. Comunque chi mi ha danneggiato la pagherà. Denuncerò tutti e farò ricorso al Tar del Lazio. Mi hanno rovinato la reputazione, parlando di scarsa igiene nei locali. Lavoro da 30 anni in questo settore e nessuno ha mai avuto da ridire sulla mia pulizia».
Allontanata a forza dal chiosco, Tina non ha perso tempo e si è recata subito in questura, per iniziare le pratiche di denuncia. Il Comune, dal canto suo, ribadisce la tesi della rescissione del contratto, perché Achiropita Mascaro non pagava regolarmente l'affitto, teneva per lunghi periodi chiuso il chiosco e non rispettava le norme igieniche. Tina non sente ragione: «I soldi dell'affitto li hanno sempre avuti e, per i ritardi, ho pagato la mora. Questo sgombero è illegale, perché il Comune, anche se la fa da padrone, in realtà non possiede ancora ufficialmente il parco Ferrari, che è di proprietà del demanio. Mi hanno cacciato perché sono un personagio scomodo, che non accetta compromessi».
(Grazia Franchini)
giovedì, gennaio 18, 2007
Queste le ho fatte io!

Ho scoperto una nuova arte: riciclaggio di bottoni usati





Quest'ultima ha solo un bottone di madreperla centrale.
domenica, gennaio 14, 2007
Aldebaran
I Genovesi sono così, forse fin dai tempi di Cristoforo Colombo.
Vedono i loro figli-fratelli-amici prendere il mare, compiere gesta grandiose, raccogliere onori e fama.
Continuano la loro esistenza di sempre, chiusi nelle giacche marinare così come nei rapporti: pochi, sempre quelli, per la vita.
E quando i figli-fratelli-amici ritornano, i capelli bianchi, i volti rugosi e gli occhi di chi ha visto il mondo, loro indossano l’abito buono e si fanno trovare lì, seduti sulla banchina, ad aspettarli.
Non recano doni, ma allargano le braccia e li avvolgono in un calore senza pari.
I figli-fratelli-amici sorridono, commossi ma non sorpresi. Il magone strozza la gola, ma non a tutti. C’è chi è forte, tanto forte da gridare la propria gioia di essere ritornato, di essere vivo nonostante tutto.
Ed è allora che le mani di chi è rimasto si levano al cielo, le voci diventano un coro, gli occhi brillano illuminando il sorriso dei vecchi rimasti a casa, che si abbeverano alla fonte della giovinezza che i figli-fratelli-amici hanno riportato per loro.
Improvvisamente i vecchi sentono scivolare dalle spalle il peso di venti, trenta, quarant’anni. I vecchi si alzano in piedi, guardando dritto davanti a loro con gli occhi dell’adolescenza, cullati e inebriati dalle note di un flauto traverso e da una voce acuta allo spasimo.
E’ questa l’accoglienza che i Genovesi hanno riservato ieri sera ai New Trolls, al loro ritorno ufficiale dopo le mille traversie che li hanno divisi, distrutti, e in un caso - letteralmente - quasi uccisi.
Un concerto straordinario e.. Grosso, naturalmene.
Con il calore dei Genovesi, ieri, si sarebbe potuto riscaldare l’intero teatro Carlo Felice.
martedì, dicembre 26, 2006
The end

Quei babbinatale appesi ai camini, alle finestre, ai balconi, alle cancellate. Quelle schiene cariche di sacche vuote e flosce. Una gamba piegata, un piede ancorato alla parete, l’altro che tasta il vuoto alla ricerca della libertà. Un esercito rosso e bianco in ritirata. E’ bastato loro gettare uno sguardo all’interno delle case: le finestre erano aperte per il caldo straordinario. Un gran caldo. Fradici nei costumi di pannolenci, le parrucche bianche appiccicate al collo dal sudore. Prima della fuga, l’incrocio di uno sguardo deluso. Via, via! Tanta fatica per niente. L’escalation delle aspettative ha raggiunto apici irraggiungibili. Scrollano il testone incappucciato mentre pensano: “non vorrei essere nei panni della befana: ora son cazzi suoi”.
giovedì, ottobre 26, 2006

Corriere.it - 26 ott 11:02
Fiat: auto inutile per quarto trimestre consecutivo
ah no, pardon… ho letto male. Il titolo era questo:
Fiat: auto in utile per quarto trimestre consecutivo
sabato, settembre 23, 2006
Collegamenti

15 settembre 2006
Washington. Anoushesh Ansari è la prima donna turista spaziale. L’americana di origini iraniane resterà a bordo dell’Iss per 8 giorni, durante i quali collaborerà con l’Esa nella raccolta di dati utili a studiare la risposta del corpo umano all’ambiente di microgravità.
18 settembre 2006
Washington. Una misteriosa puzza ha fatto scattare l’allarme antincendio sulla Stazione spaziale internazionale Iss.
21 settembre 2006
Teheran. In una conferenza stampa il leader iraniano dichiara: “Non abbiamo bisogno dell’atomica”.
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